fbpx
polizza condominio

+39 351 963 2207

info@polizzacondominio360.it


Il condominio. Sintesi sulla genesi, sguardo sull’evoluzione.

Scritto da MARTINO CONGIA

Nel pensiero comune, al termine “condominio”, non vengono, di consueto associati buoni pensieri, ma, in generale, un “male necessario”; un “costo in più”.

Quasi mai, invece, si pensa in positivo.

Perchè si è divenuti “condòmini”?

Statisticamente, le indagini svolte, in particolare, tra il 2017 ed il 2018, da più istituti, rivelano che più del 70% degli intaliani, è proprietario di uno o più immobili. Tralasciando gli eventi storici, sociali e politici, che dall’ultimo dopo-guerra, hanno portato gli italiani a “salvaguardare” i propri risparmi nel “mattone”, andiamo ad esaminare il fatto che una buona percentuale dei proprietari di unità immobiliari, vive in complessi edilizi che ricadono nella fattispecie del condominio.

Ma, entriamo un pò nel dettaglio. Quale caratteristica fondamentale possiede, il condominio?

Anticamente, nel nostro paese, la proprietà (terriera ed urbana) era concentrata nelle mani di pochi individui e, soprattutto, di pochi ceti sociali. La proprietà urbana, dunque, era contraddistinta da singole unità abitative. Successivamente, la crescente concentrazione di persone, negli embrioni di città (urbanizzazione), spinse i proprietari ad ampliare le unità abitative, per consentire di ospitare, sotto varie forma (affitto, alloggi per servitù), gli immobili preesistenti, oppure, ad edificarne, di nuovi, con consentissero di unire, sotto un solo corpo, più unità di dimensioni inferiori.

La crisi finanziaria e politica delle grandi famiglie, il loro stesso passaggio generazionale, crearono l’esigenza di suddividere i grandi edifici in più parti, parcellizzando, di fatto, la grande proprietà edilizia e predisponendo, all’uopo, delle parti di utilità comune alle singole unità, che ne consentissero, ad esempio, l’ingresso, oppure

l’uso di locali (cedi: lavanderia o cucine), di utilità comune.

Ecco come, la transizione da dominus incontrastato, divenne (attraverso i singoli passaggi di proprietà ai parenti/eredi e, soprattutto, ai nuovi ceti medio/borghesi), divenne con-dominus. 

dominus ‹dòminus› s. m., lat. (pl. -i). – Termine che aveva, per i Romani, il sign. di «signore, padrone», ed è presente, nel lessico ital., nelle voci ereditarie donno, don e nel prestito domino1. 

(Tratto da: Enciclopedia Treccani)

Successivamente, con i secoli, alla gestione delle parti comuni ed alla necessità di manutenzione delle stesse, si aggiunse la necessità di poter disporre di “servizi comuni” diversi, dal mantenimento dell’igiene e, quindi, la pulizia perdiodica delle stesse parti comuni, alla necessità e la cura delle strutture, che evitassero il deperimento degli edifici.

Da subito, quindi, si intravede la necessità di stabilire un “metro” di equità, che consentisse di valutare la corretta contribuzione, da parte dei songoli proprietari, alla partecipazione alle spese di mantenimento

delle parti ed alla fruizione dei servizi comuni.

Ciò che oggi, chiameremo millesimi (di proprietà e d’uso), contenuti in elenchi di sommatorie (tabelle), altro non sono che i criteri di ripartizione delle spese.

Sempre l’evoluzione e la diffuzione di immobili costruiti con le caratteristiche sopra descritte (con-dominio), ha creato la necessità che fosse un individuo terzo ai comproprietari, ad occuparsi della gestione delle parti e dei servizi comuni.

L’amministratore del condominio (delle parti e dei servizi comuni), nasce come una esigenza.

Con queste prime, poche righe, abbiamo provato a raccontarvi la nascita di una figura.

Nei prossimi interventi, ne seguiremo l’evoluzione fino ai giorni nostri ed analizzeremo i prossimi scenari futuri, le criticità e le opportunità.

Chatta con noi!
Ciao! Come possiamo aiutarti?